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Santuario della Madonna d’Ongero

Santuario della Madonna d’Ongero

Al termine di una via crucis (le cui tavole dipinte vengono esposte al pubblico in occasione della Pasqua e della Festa patronale celebrata ogni 8 settembre) sorge il Santuario della Madonna di Loreto detto d’Ongero, piccolo capolavoro barocco immerso nei boschi di Carona.

Secondo la tradizione popolare nel luogo in cui sorge il Santuario, nel 1515 ha riacquistato la parola e l’udito una ragazzina sordomuta a cui era comparsa in questo luogo la Madonna. Nel 1515 viene quindi eretta una prima cappella nella quale trova spazio un affresco della Madonna con Gesù Bambino. Quest’affresco è l’unico elemento di quell’antica struttura; infatti tra il 1624 e il 1640 viene edificato l’attuale Santuario, sopra il cui altare viene traslato l’affresco originario.

Entrando nel Santuario si rimane abbagliati dagli stucchi e dagli affreschi, riportati al loro splendore originario in un recente intervento di sapiente restauro. La chiesa ha un pianta a caroce latina, con una navata unica a due campate e due cappelle nei piccoli bracci di transetto. Al centro è stata eretta una cupola a botte riccamente decorata con stucchi ad intrecci vegetali, entro riquadri a fondo azzurro dei puttini ad affresco e nei pennacchi gli Evangelisti.

Gli stucchi sono stati curati dall’allora famosissimo artista seicentesco Alessandro Casella, il quale ha apposto la sua firma sopra il cornicione ai piedi di Re Davide in alto a destra, nella lunetta sopra l’altare maggiore (“Alexander Casella ex pietate hoc opus internum fecit”).

Sopra il timpano è posta la figura di Dio Padre e ai lati quelle di Fede e Carità, dietro alle quali stanno due angeli. Nel sottarco, scene della vita della Vergine: a sinistra la Nascita, al centro l’Assunzione, a destra l’Annunciazione.

Nelle pareti laterali della cappella maggiore, sono poste le statue dei Dottori della Chiesa: San Gregorio Magno, San Gerolamo, Sant’Agostino e Sant’Ambrogio. Alla parete della cappellina laterale sinistra: Santa Maria Maddalena. A destra, sopra la porta di accesso alla cappellina della Vergine, Santa Margherita col drago. Le pale d’altare sono di Giovanni Andrea Casella e Giacomo Casella.

La controfacciata è sontuosamente decorata a stucco, ai lati si notano i Santi Patroni di Carona: San Giorgio e Sant’Andrea.. Sopra il cornicione Angiorelli reggi-targa reggono la dedica alla Vergine e la data del 1648.

Nelle navate vi sono gli affreschi che hanno dato maggiore notorietà al Santuario. Si tratta di affreschi del ‘700 eseguiti da Giuseppe Antonio Petrini. I temi sono la “Disputa di Gesù coi Dottori” e la “Presentazione al Tempio”.

Il Santuario è meta di pellegrinaggi, nonché un’apprezzata sala di concerto soprattutto nei periodi estivi. La Festa del Santuario si tiene ogni seconda domenica di settembre, da tempo immemore; essa si caratterizza per una suggestiva processione nei boschi, durante la quale i fedeli seguono un’effigie della Madonna portata a spalla fino alla colonna che segna il posto in cui è avvenuto il miracolo del 1515. Dopo la Santa Messa, la popolazione si ritrova al fresco dei faggi e dei castagni per gustare un pranzo in comune.

Das Heiligtum der Muttergottes von Loreto, im Volksmund “Madonna d’Ongero” gennant, ist ein kleines Meisterwerk barocker Kunst, zurückgehend auf das Baujahr 1624 (Fertigstellung des Baus im Jahre 1646), das sich am Standplatz einer vorherigen kleinen Kapelle aus dem Jahre 1515, in der sich ein wundertätiges Bild der Muttergottes von Loreto Befand, erhebt. Nach volkstümlicher Überlieferung wurde das Bild von einem taubstummen Mädchen, das auf diese Weise die Sprache wiederfand, aufgefunden.

Aussen ist die Kirche von einem Säulengang umgeben, der den beim Heiligtum ankommenden Pilgern auch Unterschlupf und Schutz bot. Fassade mit Vorhalle; die Lünettenfrescke oberhalb des Hauptportals stellt die Jungfrau von Loreto mit dem Haus der Heiligen Familie dar.

Der Grundriss der Kirke ist ein lateinisches Kreuz mit einem einzigen Mittelschiff und zwei Kapellen in den kleinen Seitenarmen. In der Mitte erhebt sich eine Kuppel mit reichen Stuckdekorationen, mit Blumenmotiven zwischen Fresken; in den Zwickeln sind die Evangelisten dargestellt.

 Sehr bemerkenswert ist die Stuckdekoration, die zum Grossteil unter der Aufsicht Alessandro Casella ausgeführt wurde. Dieser hinterliess folgende Inschrift über dem Rahmen zu Füssen des Königs Davids, ganz oben rechts über dem Hauptaltar: “Alexander Casella ex pietate hoc opus internum fecit 1646”; links die Figur des Moses.

Am Hauptaltar aus buntem Marmor ist in einem Rahmen mit Putten als Vorhanghalter (aus späterer Zeit) das wundertätige Bild der Jungfrau Maria (aus dem Jahre 1515) erhalten. Über den Tympanen die Figur von Gott-Vater und auf der Seite die von Glaube und Liebe, hinter denen sich zwei Engel mit leicht bemalten Gesichtern, Armen und Beinen befinden. Darunter, eingerahmt von Stuck mit kleinen Engeln, Szenen aus dem Leben der Muttergottes.

Auf der Seitenwänden der Hauptkapelle befinden sich auf von Karyatiden und Putten gestützt Konsolen Statuen von vier Kirchenlehrern: der Heilige Gregor der grosse, der Heilige Hieronymus, der Heilige Augustinus und der Heilige Ambrosius.

Auch die Gegenfassade ist reich mit Stuck geschmückt. Auf den Seiten, Statuen des Heiligen Georg und Andreas. Über dem Rahmen Engel, die eine aus dem Jahr 1648 stammende Aufschrift tragen.

Im Kirchenschiff befinden sich die Werke, denen dieses Heiligtum am meisten seinen Ruf verdankt: die Fresken des Giuseppe Antonio Petrini aus dem 17.en Jahrhundert: das “Streitgespräch Jesus mit den Gelehrten” und die “Darstellung im Tempel”.

 

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