San Giorgio e Sant’Andrea

Il viaggiatore che proviene da Lugano si inerpica sulla tortuosa strada che passa per i quartieri luganesi di Pazzallo e Carabbia, raggiungendo la cima della collina tra il Monte San Salvatore e l’Arbostora dove si trova il quartiere di Carona. Riparato dai freddi e spesso tempestuosi venti da nord, in una conca naturale che guarda a sud con una spettacolare vista del Lago di Lugano e del complesso dei monti Sighignola e Monte Generoso, spaziando fino al Monte San Giorgio, si trova l’antico nucleo seicentesco di Carona.

L’accesso al nucleo è garantito da un ristretto sottopassaggio veicolare, sotto la sagrestia settecentesca della Chiesa dei Santi Giorgio e Andrea, la chiesa principale di quest’antico e fiero comune che conta sul suo suolo un oratorio, 4 chiese, un antico monastero e una cappella agreste.

La Chiesa principale dei Santi Giorgio e Andrea risale quasi certamente al periodo romanico, seppure venga menzionata per la prima volta in una bolla papale del 1425 di Papa Martino V, conservata negli archivi parrocchiali: in quest’atto il Papa conferiva alla Parrocchia l’autonomia dalla Chiesa di San Lorenzo di Lugano. Si tratta di un atto quasi coevo della dichiarazione del 1414 di FIlippo Maria Visconti con la quale al Comune di Carona veniva concessi per la prima volta delle autonomie politiche e giudiziarie.

Della chiesa di quel tempo, che doveva essere un ampliamento di una chiesa romanica, sono rimaste invero assai poche tracce, se non quelle del vecchio altare e tabernacolo (all’inizio della navata destra), del fonte battesimale (all’inizio della navata sinistra) entrambe provenienti dalle mani di due famosissimi artisti caronesi, attivi in tutta Italia: Filippo e Andrea da Carona. Di questi autori sono stati anche conservati due angioletti con funzione di candelabro.

Ciò che si può vedere oggi è la forma finale raggiunta a cavalle del ‘500 e del ‘600, allorquando Carona non più impegnata a fornire truppe ai vari signori di Milano, ha dato i natali ad importanti artisti che hanno contribuito ad abbellire numerosi edifici sacri e profani in tutta Europa, da Mosca a Roma. Costoro sono i veri benefattori delle Chiese caronesi, avendovi investito non solo i soldi per ampliarle e abbellirle, ma anche del tempo per creare loro stessi stupendi stucchi e affreschi.

La Chiesa, originariamente dedicata a San Giorgio (la cui effige affrescata sovrasta l’entrata) e stata dedicata in un secondo tempo anche a Sant’Andrea: monumentali stucchi dei due Santi si trovano in fondo alla chiesa, a fianco dell’imponente affresco della crocifissione.

Di questa chiesa ci sarebbe da dire per ore e forse la cosa più saggia è quella di approfittare di una delle nostre visite guidate per poter scoprire interessanti notizie di un tempo in cui i nostri antenati erano fieri delle loro libertà, attaccati al loro comune e alla loro fede. In quest’occasione potrete sentire parlare di affreschi fatti da artisti che hanno sicuramente incontrato Leonardo Da Vinci e che ne hanno visto la sua Ultima Cena, tanto da riproporne una loro reinterpretazione assai fedele all’esempio del Maestro. Oppure potreste esaminare una riduzione fedele del Giudizio Universale di Michelangelo, senza gli interventi del Bracchetto a copertura delle nudità originali. Ed infine potreste ammirare una reinterpretazione della Disputa del Sacramento di Raffaello.

La chiesa è stata restaurata esternamente nel 2016. Questa fase di restauro ha comportato la sostituzione di tutti i tetti, il risanamento di tutte le facciate compreso l’affresco di San Giorgio, la creazione di un sistema di drenaggio attorno alla Chiesa e la posa di un nuovo e più performante sistema di parafulmine. Il restauro, curato dall’arch. Luca Giordano di Lugano, ha permesso di fermare tutti i danni che le varie infiltrazioni di acqua dal tetto e dai muri stavano arrecando alle opere interne. Nel corso di prossimi anni la Chiesa verrà sottoposta ad un restauro interno, concentrandosi in particolare al recupero degli affreschi della cupola, del cupolino e ai due affreschi del presbiterio (Giudizio Universale e Gloria del paradiso).

La chiesa è usata principalmente per le Messe (la prefestiva del sabato alle 17:00 e la domenicale alle 10:30), ma è una delle più apprezzate sale da concerto del luganese, per la sua particolare acustica data dalla cupola e cupolino sopra l’altare.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

20 + undici =